giovedì 17 dicembre 2020

REGGIO CALABRIA 17 DICEMBRE 2020 - BELLA E RIPOSANTE VISITA AI GIRDINI PUBBLICI "UMBERTO PRIMO" CHE FU ANCHE DI UN RARISSIMO GIARDINO BOTANICO

Camminavo per sgranchire le mie vecchie gambe, quando, passando davanti al cancello dei giardini pubblici "Umberto Primo", mi sono ricordato della visita effettuata con l'Accademia del Tempo Libero, accompagnati dall'esperto botanico, l'illustre prof. dott. Francesco Tassone. Mi sono avventurato tra il verde rigoglioso delle piante e, nel silenzio e nel raccoglimento che ispira il luogo, ho anche ricordato, commuovendomi, mio fratello Antonio che mi conduceva dalla mano a giocare tra le collinette di questo importante sito di studio. Oggi, il caro Mimmo, così lo chiamavamo in famiglia, avrebbe avuto sette anni in più della sua vita...è mancato, infatti, sette anni fa in Genova sede della sua residenza. Andai a trovarlo nel settembre del 2013 e abbiamo trascorso delle belle giornate, compatibilmente con la sua patologia. Tre mesi dopo come oggi, non arrivando per tempo, l'ho visitato nel sue letto di morte in ospedale. Quanta è amara la vita ! Ma, bando alle tristezze, forse il mio servizio fotografico servirà a tanti amici perché possano riscoprire il luogo dove si giocava spensierati, ricchi dell'amore e dell'amicizia che i nostri vecchi genitori d'un tempo, ci hanno insegnato insieme a tanta educazione e al rispetto per gli altri. Carissimi amici, chi ha vissuto questo posto, mandi un segno della sua sensibilità commentando quel tempo che non tornerà mai più, ma che è indelebile nella mente e nel cuore.


Salvatore Marrari  RC 17 dicembre 2020



























































































L'albero, così detto, delle scimmie


Le spine dell'albero delle scimmie




sabato 14 novembre 2020

STELLARIO BACCELLIERI, L'ARTISTA REGGINO "ESILIATO" DAL CAFFE' GRECO DI VIA CONDOTTI DI ROMA, OGGI 14 NOVEMBRE 2020, ALL'OPERA SUL LUNGOMARE DI REGGIO CALABRIA .

Come si dice, citando un vecchio proverbio, "il lupo perde il pelo, ma non il vizio". Si, l'amico pittore, il reggino DOC Stellario Baccellieri, tornato da Roma dove vive da moltissimi anni e frequentante il Caffè Greco di Via Condotti, il locale dei pittori De Chirico e Guttuso, dei quali ne era stato il pupillo, (furono proprio loro che lo incoraggiarono ad intraprendere la strada dell'arte) approfittando dell'odierna giornata estiva (siamo al 14 novembre), sta seduto su una panchina del nostro bellissimo lungomare (la passeggiata pedonale Falcomatà) intento a produrre uno schizzo, sicuramente da riportare su tela, del panorama che lo ha colpito, affascinato per l'immensità della scena e per i colori da far invidia a qualche isola dei Caraibi. Ci salutiamo, lo avviso che lo avrei fotografato e poi pubblicate le immagini col relativo articoletto nel mio personale blog e continuo a elogiare quelle linee colorate che stava tracciando. Mi guarda con aria interrogativa e sorridente ed io continuo a "pittarlo" a mia volta, ricordandogli i tempi da studenti, inizio anni '60, quando ci incontravamo sul Corso Garibaldi con le nostre relative cartelle da disegno sotto il braccio, lui iscritto al liceo artistico (Quello che a quei tempi si chiamava Istituto d'Arte), io alunno dell'Istituto Tecnico Raffaele Piria, corso geometri e compagno di classe del suo gemello Antonino Baccellieri; ma con la sua tipica gentilezza umoristica, mi dice "lassa futtiri, varda chiuttostu 'stu panorama, Rriggiu chistu nd'havi i bellu  e...vidimu 'sti fotografii !" (lascia fottere, guarda piuttosto questo panorama, Reggio questo ha di bello e vediamo queste fotografie). Rido, ridiamo assieme e, nel frattempo, arrivano altri amici che hanno voglia di salutarlo. Faccio gli scatti fotografici mentre lui dialoga con le altre persone, poi lo saluto cordialmente e senza alcuna stretta di mano, sia per la pandemia in corso, sia per non distoglierlo dal cartoncino e dalle penne ad inchiostro colorato che tracciavano il suo disegno. Ora che sono nell'intimo del mio studio, mi domando cosa ne sarà di quel disegno, quale opera d'arte ne verrà fuori, sarei curioso, domandarglielo ? Quando ? Mi auguro di rincontrarlo, sarà difficile, Stellario è molto originale nell'agire e nel pensare, è brioso quanto basta, ma non sai mai dove acchiapparlo vista la sua vita da "nomade" e per cui neanche i parenti più intimi sanno dove trovarlo. Le fonti per cercarlo sono i giornali d'arte di Roma che spesso ne parlano con ironia e spettacolarità; l'ultimo articolo letto qualche mese fa su Repubblica Archivio lo descriveva amabilmente il "parassita" del caffé Greco di Via Condotti : Il grande artista, sedeva tutti i giorni nel locale, ma non consumava mai, i proprietari e il personale non riuscivano a tirargli fuori il becco di un quattrino, lui era sempre circondato dagli avventori che gli chiedevano il ritratto o qualche disegno...caspita, dico io ! Come hanno fatto quei proprietari a criticarlo anche se in maniera dolce ? Stellario, il mio amico, lo studente d'arte d'altri tempi, se a Roma, in quel bar, era circondato da gente e ammiratori, gliene portavano di incassi ! Adesso, dopo vari decenni trascorsi ai tavolini del Caffè Greco di via Condotti, è ospite fisso al Babington, la sala da tè posta sotto la scalinata di piazza di Spagna, a poche decine di passi dal precedente locale, in uno dei salottini della sala da tè in puro stile inglese, con i suoi strumenti del mestiere che non lascia mai a casa...se ha una casa.


Salvatore Marrari  RC 14 novembre 2020









sabato 26 settembre 2020

LA NOSTRA CALABRIA - REGGIO E LA SUA PROVINCIA - BELVEDERE DI GLAUCO & VERTIGINE (SCILLA) 25 SETTEMBRE 2020

Come mi capita spesso di salire in macchina senza una meta, ieri sono andato a finire sulla statale 18 ascoltando la mia musica (anni '60 e '70) e, come raccontano le favole, cammina che ti cammina, mi ritrovo sulla litoranea che porta a Cannitello e Scilla. I miei occhi, sebbene conosca a memoria tutti quei posti, scoglio dopo scoglio, si sono beati di tanta bellezza. E' vero Reggio e provincia sono belle; la nostra città, la più grande della Calabria, non occupa il baricentro geografico della regione, ma è la più bella (non è campanilismo) tra le cinque provincie; si deve dire, comunque, che fa parte di una regione che politicamente fa acqua da tutte le parti, come altre d'Italia che funzionano da bancomat per politici corrotti o ignoranti o insipienti. Ma non voglio dilungarmi su questioni politiche, voglio raccontare, con questi miei scatti fotografici, la bellezza di un sito dove Omero pose la sua immaginazione (si dice fosse cieco) e descrisse il passaggio di Ulisse nel suo peregrinare dopo la guerra di Troia. Siamo a Scilla, il paese delle sirene, dal mare azzurro cristallino e dalle pendici verdeggianti che scendono sino al mare come a voler dire : "eccoci, siamo alleati di queste acque, diamo belle uve per infondere, col relativo vino, il giusto inebriamento al figlio di Laerte, l'Odisseo Re d'Itaca. Non solo il vino, la pesca del pescespada è la vera rappresentante, la rinomata risorsa, di una rocca che gli antichi del posto chiamavano 'U SCIGGHIU, su cui, baldànte, svetta il castello dei Ruffo (famiglia di origine medioevale, padrona di molte città e paesi della Calabria). Non posso descrivere gli odori dell'origano, dei capperi sulle rocche che quasi toccano l'acqua marina, dell'uva matura di tanti vigneti e degli ultimi fiori che fanno capolino ad inizio di questo autunno 2020. Per la dolcezza e la bellezza di Scilla, lo faccio peccando di orgoglio, considero queste righe un madrigale rivolto a quelle genti scure in volto per il loro faticare da mattina a sera sulle barche e sulle spatare, e perché il mito di Marina Grande, Vertigine e Chianalea, non muoiano mai.

Salvatore Marrari  RC 26 settembre 2020