sabato 3 dicembre 2016

ACCADEMIA DEL TEMPO LIBERO DI REGGIO CALABRIA - 3 DICEMBRE 2016 TIZIANA CALABRO' E LA SUA "MEDAGLIA DEL ROVESCIO"

Questa sera, 3 dicembre 2016, all'Accademia Del Tempo Libero Di Reggio Calabria, Tiziana Calabrò ha presentato il suo libro LA MEDAGLIA DEL ROVESCIO, Falzea editore. La scrittrice ha dato questo titolo al libro perché è anche il titolo del suo personale blog. Un’emozione, non una storia. Perché la Calabrò ha avuto un’idea semplice e geniale: raccontare la sua quotidianità di femmina, madre, sposa, figlia e nipote senza mediazione alcuna. In questa Presentazione è stata coadiuvata dalla prof.ssa Rita Spanò che ha fatto da relatrice conoscendo a pieno la Calabrò in quanto sua ex insegnante e dalla neurologa Giovanna Campolo, comunemente conosciuta in città col nomignolo di Vanni, col compito preciso di analizzare alcuni passi del libro. 
La bellezza di questo volume sta nel fatto che ci si trova a contatto con una realtà familiare le cui esaltazioni sono comuni a tutte le famiglie un po' patriarcali : le nonne, i nipoti, i genitori, gli oggetti d'uso, i mobili, i cibi e la cucina tradizionale, l'ambiente della città, ecc. Una bella serata, senza alcun dubbio, dimostrazione pratica che l'Accademia sa essere anche un sodalizio dove si fa cultura a 360° e gli associati sono persone molto attente a queste manifestazioni. Hanno dato l'avvio alla serata la Presidente Silvana Velonà e la prof.ssa Mimma Gurnari che, dopo i convenevoli di benvenuto alle ospiti, hanno fatto conoscere alla platea, biografando, quali personalità avessero di fronte. Un bel "caffè letterario", dove la Calabrò è riuscita a raccontare la vasta quotidianità con la sua "Medaglia del Rovescio", storie cariche di emozioni semplici e sincere che raramente escono dalle righe di altri libri fatti col solo scopo di pratici diritti d'autore.

Salvatore Marrari  RC 3 dicembre 2016








































ACCADEMIA DEL TEMPO LIBERO DI REGGIO CALABRIA - 2 DICEMBRE 2016 CAFFE' LETTERARIO SULLA POESIA DIALETTALE CALABRESE "POESIE IN VERNACOLO TRA VECCHIE E NUOVE REALTA"

Lo spettacolo culturale è stato preparato minuziosamente da Rosalba Barcella che ha curato la scelta delle poesie e i rispettivi autori da presentare a un folto pubblico, venuto in Auditorium per ascoltare il dialetto scritto con parole che, forse, oggi sono desuete o, addirittura, sconosciute ai più. Ha preparato un ottimo filmato mediante il quale fanno capolino le foto di alcuni paesi e città della Nostra Calabria, redatto con una dolcissima musica di sottofondo: la "Sonata per violoncello e pianoforte" di Francesco Cilea. 
La serata ha inizio e la voce di Salvatore Marrari recita i versi da lui scritti " 'A me' terra si chiama Calabbria (cu' ddu' B) ! Beddha e gginirusa pa' so' musica, pa' so' curtura, pi' so' calabbrisi"....
Il "caffè letterario" amplia l'immagine della Calabria e dei suoi profumi quando insieme diventano poesia. Una bella rimpatriata tra versi di poeti antichi e moderni che ci hanno descritto Reggio, la sua provincia, la Calabria tutta; a rappresentare questa parte d'Italia, sul palco, la nostra arredatrice Elena Romeo, ha posto in bella mostra una piantina di ulivo che lascia immaginare attorno ad essa una "armacera" (corona di grosse pietre che intrattengono l'acqua). Si sono alternati sulla scena Silvana Vitale (Voce narrante) e alcuni fini dicitori : Marina Amedeo, Vittorio Calabrò, Mimma Damiani, Beppe Dieni e Salvatore Marrari, il sottoscritto. Sono scorsi i versi dei poeti reggini Giuseppe Ambrogio, Giuseppe Calarco, Pasquale Calcaramo, Gigi Campagna, Nicola Giunta, Salvatore Marrari, Giuseppe Morabito, Matteo Paviglianiti, Ferdinando Spanò. Ma la vera "armacera", forte e bella come l'arbusto d'ulivo, con la voce a volte dolce, a volte vibrante, a volte potente, è stata la cantante Marinella Rodà accompagnata dalla chitarra di Alberto Napoli. Un duo che ha colto applausi scroscianti durante l'interpretazione di "S'agapò", un pezzo greco al ritmo di sirtaki di Antonio Rodà), e "Calabria Mia" (una canzone struggente di Mino Reitano, Franco Reitano e Antonio De Marco). 
L'Accademia nella persona di Silvana Velonà presidente, ha fortemente voluto questo primo caffè letterario, altri ce ne saranno sulla stessa impronta e sicuramente riscopriremo versi e poesie di altri autori nostrani, ricordando sempre e particolarmente i due grandi vati del vernacolo che diedero onore alla città di Reggio Calabria, tali come figli che onorano e amano la propria madre....

MANU DIVINA (Matteo Paviglianiti)
Vardu lu celu e tremu di lu schiantu,
pinzandu i quali artista fu dipintu,
mi faci tuttu 'stu bardiggh'i mantu,
c'ogn'omu chi lu varda resta vintu...

AVIRI CORI (Nicola Giunta)
O ggenti di 'sta terra, o sbinturati,
chi gghiti 'an giru pi lu mundu 'ngratu,
ognunu di vu' atri a mmia m'è frati:
vi vurrissi aiutari cu' me' sciatu...


Salvatore Marrari RC 2 dicembre 2016