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martedì 8 luglio 2014

LA "DOLCE VITA" NON E' ANCORA FINITA A REGGIO CALABRIA

Reggio Calabria, oggi 7 luglio 2014, grazie agli amici Ada e Lillo Mallamo, abbiamo conosciuta la nuova gestione della rinomata gelateria "LA DOLCE VITA" sita sotto la pineta Zerbi a Reggio Calabria. Un locale rinomato con arredi "mexicani", classiccheggianti in uno stile Liberty e qualche accenno (vedi anfore) dell'antica Magna Grecia; L'affaccio sullo stretto, da cui s'intravedono nette le luci di Messina, è il non plus ultra della situazione. Ma la cosa più importante è stata il ritrovarsi assieme ai coniugi Mallamo il cui "padrone", Giovanni detto Lillo, ha fatto una rimpatriata spirituale col suo compagno d'orchestra, mio fratello Antonio Marrari, data la presenza di mia cognata Anna Maria Puntorieri. Devo dire, comunque, che la "serata gelato" è stata organizzata proprio per lei nel ricordo del marito scomparso nel dicembre 2013. Ci si è scambiati affetto per l'accoglienza rinomata di entrambi gli invitanti Ada e Lillo e nel passare tra un ricordo, una barzelletta e altro, c'è scappata anche la lacrimuccia per la benefica commozione che ha inondato i nostri cuori di persone semplici e garbate. In quelle ore trascorse assieme si è creta un'armonia di pace e serenità; l'affetto, le parole, la pacatezza, la sincerità fraterna, l'ubicazione, e perché no le coppe gelato, tutte cose che hanno contribuito alla riuscita di un incontro gradevole nella immensa pace che Dio regala agli umani suoi figli quando giungono a momenti tristi, come la scomparsa di un reggino DOC che viveva a Genova e non ha più potuto rivedere la sua città per tanti lunghi anni. Ecco il compito avuto da mia cognata, portare in riva allo stretto lo spirito di suo marito, mio fratello Antonio conosciuto da tutti col nome di Mimmo, è c'è riuscita. Gradevole la visita improvvisa di Francesco e Noeli rispettivamente figlio e nuorina dei cari amici. Ma bando alle tristezze e cominciamo a sfogliare le foto della serata, con un sincero ringraziamento da me, Maria e Anna Maria agli amici Ada e Lillo

Salvatore Marrari  RC  8 giugno 2014



















  



















martedì 25 settembre 2012

SOLO RICORDI ?

Questa notte vorrei portare la vostra attenzione sulla nostra natura in quanto uomini(maschi e femmine), certamente, ma anche e soprattutto in quanto uomini inseriti in un contesto di uomini, la vita sociale in comune su di un territorio, una nazione, per intenderci. Questo tipo di studio, gli esperti la chiamano antropologia.
L’Antropologia, lo si evince dall’etimo della parola stessa, ha come pu

nto di ricerca l’uomo, in rapporto ad un tempo, alla sua storia ed alla sua interazione con i propri simili nel dare risposte circa la sua natura, il suo essere ed il proprio percepire. Questa percezione, sicuramente, non va sottovalutata. Alcuni atteggiamenti, dall’esterno, possono apparire desueti, vecchi, scaduti, ma per chi li vive assumono un’importanza fondamentale, cruciale in certe fasi dell’esistenza. Vi siete mai innamorati di un portachiavi ? O di un soprammobile di pessimo gusto, ricordo della vacanza più bella della vostra vita ? Agli occhi dei più è un semplice monile, ma per chi, come un tesoro lo conserva, assume il sapore di momenti, emozioni e sorrisi o lacrime che nessuno potrà mai trasmettere a parole. Siamo conservatori, chi più e chi meno, e nessuno si può esimere dicendo di non esserlo. Sostanzialmente tutti viviamo di ricordi, un posto, un sasso, una parola, un vagito, una musichetta, una canzone, ci trasformano svegliandoci dall'oblio e facendoci sognare il nostro trascorso che mai più ritornerà.
QUESTA E' UNA DELLE PAGINE DEL MIO LIBRO "I MIEI PENSIERI NOTTURNI" scritta il 6 dicembre 2009 alle ore 0,05

giovedì 25 novembre 2010

L'INVERNO...E' ANCHE NATALE


L’inverno è la stagione romantica per antonomasia, il pensiero sa esaltarla a tal punto che è praticamente impossibile resistere all’idea di trovarsi in una località montana,in una casa fatta di tronchi, con la neve che fiocca, la stufa che funziona alla perfezione, un bicchiere di qualcosa di caldo in mano, un bel libro da leggere ed una lunga notte davanti da trascorrere in piacevole compagnia e tante belle musiche da colonna sonora. Un quadretto senza dubbio romantico e intrigante, quando il cielo è spesso coperto da nuvole grigie e l'aria è frizzante e se, talvolta, soffia la tramontana e passa sibilando tra i rami degli alberi, i lupi cantano alla notte di gelo. In montagna, spesso infuria la tormenta e scrosciano le valanghe. Quando, silenziosa e leggera, scende la neve, stende un candido e soffice manto sui tetti, sulle strade, sulla campagna desolata: 









A volte la nebbia fascia ogni cosa , con i suoi veli opachi e il gelo della notte la trasforma in candidi cristalli di brina. Se il cielo si fa terso, appare il sole. Allora tutto si trasfigura, tra quel biancore abbagliante, sembra di vivere in un paese di fiaba. Ma l'inverno è anche sinonimo di Natale che ora, più che mai, lo senti avvicinare...e vedi le renne...e vedi le slitte scivolare sui cumuli bianchi, tra i pini e gli abeti, interrotti da ruscelli gelati di solido azzurro. Si, lo spettacolo è bello ed il pensiero vaga lontano, vaga a ritroso a ritrovar la fanciullezza e la perduta giovinezza...ma una sola cosa rinsalda il cuore e rende viva la speranza, non le strenne, non i tanti "Babbo Natale", non la corsa al regalo, non il buonismo di un giorno, ma...la certezza di Colui che ha creato i paesaggi e queste immagini che infondono grande desiderio di vita...Dio...l'Onnipotente...l'Onnipresente...e il dono della sua Grazia. 

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