Questo blog nasce perché m'è venuta voglia di scrivere,lo faccio nel rispetto delle leggi e dei regolamenti che mi sono stati prospettati.Non ho alcuna ambizione perché non sono nessuno anzi,in termini pirandelliani, mi definisco : UNO, NESSUNO, CENTOMILA .
venerdì 4 maggio 2012
domenica 8 aprile 2012
PASQUA...MESSAGGIO D'AMORE, MA QUAL'E' QUELLO GIUSTO ?
Come molti di noi già sanno, la Pasqua è una solenne commemorazione annuale della nostra liberazione dalla schiavitù del peccato mediante il supremo sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo. Anche quest’anno, quindi, siamo stati convocati spiritualmente (i cristiani credenti) in santa adunanza. Ma, generalmente, v'è una distinzione tra " Pasqua " e " Festa della Pasqua" la differenza è presto detta : la Pasqua di per sé non è una festa, ma la commemorazione del sommo sacrificio di Gesù Cristo; è seguita a ruota dalla cosidetta "Festa dei Pani Azzimi", che è pure chiamata «festa della Pasqua» perché celebra il risultato del sacrificio pasquale : la salvezza dell'umanità attraverso il sacrificio del Messia, figlio di Dio
Anticamente, infatti, durante la Festa degli Azzimi, il lievito simboleggiava la liberazione d’Israele dalla schiavitù fisica, dopo che i figli d’israele avevano osservato la Pasqua, accettando di cospargere del sangue di un agnello, senza difetto, sugli stipiti delle loro porte di casa. La "settimana dei Pani Azzimi" fu chiamata anche "festa della Pasqua" a seguito della liberazione che Dio, l'Eterno, aveva operato nel Suo popolo mediante il sacrificio di sangue; al sacrificio e grido di dolore, segue la festa di liberazione.
Ma, dopo questo preambolo, parliano, un pò, della Pasqua che si usa fare nella nostra Italia, nazione " Cristiana " per eccellenza o pseudo tale. Proprio ieri sera un popolo intero, romani e non, magari cattolici venuti da ogni parte della terra abitata, ha partecipato alla Via Crucis organizzata dal Papa e dai suoi "collaboratori" nella zona del Colosseo e nel suo interno, luogo ove una " quantità di Cesari imperatori ", quasi duemila anni orsono sacrificarono i primi veri cristiani, convertiti con le predicazioni di Paolo Apostolo colà prigioniero per essere giudicato come fervente cristiano e proveniente, pellegrino, dopo aver toccato altri porti, anche da Reggio Calabria. Dunque la principale commemorazione, quella di Roma intendo è stata effettuala, come daltronde ogni anno avviene, dalla chiesa cattolica con sfoggio di eleganti porporati inanellati e inghirlandati con oro e argento che lo stesso Papa indossa mentre predica umiltà ad un popolo che, attualmente, soffre ed è tartassato, a cui manca il primo necessario : il cibo. " Questo è il mio pane mangiatene tutti...questo è il calice del mio sangue bevetene tutti...fate questo in memoria di me" - sono queste le parole che accompagnano l'ultima cena di Gesù, la Comunione, per i cattolici, e la Santa Cena, per gli evangelici protestanti. Vi domanderete...dove stà la differenza ? La ricchezza è una delle differenze. L'asse gerarchico cattolico vive nell'opulenza, ha un proprio Stato Vaticano, è radicato sul territorio di altri stati, ha una propria banca, lo IOR, sorpreso spesso in dubbie vicende, tra i suoi sacerdoti alcuni brutalizzano bambini, non pagano le tasse sui territori in cui operano e "predicano" l'amore di Cristo e di tantissime Madonne anche ai popoli affamati del terzo mondo col sistema di farsi invitare da quegli Stati per non accollarsi le spese di viaggio e di preparazione all'avvenimento. Nelle chiese evangeliche protestanti tutto ciò non avviene, non hanno soldi per sostenere le spese pastoriali e le spese di gestione delle proprie chiese( le comunità dei frequentanti pagano di tasca propria le conduzione dei locali di culto e le relative spese pastorali), predicano solo Cristo e il suo Evangelo o Buona Notizia, all'interno delle loro mura comunitarie non hanno immagini, ne statue, ne quadri pregiati perchè proibiti da un comandamento che i cattolici nascondono, le commemorazioni pasquali vengono fatte in maniera soft all'interno dei locali di culto ( vi sarete accorti che nel mondo evangelico si parla di locale di culto e non di chiesa. Con parola chiesa s'intende la comunità dei credenti :" Dove due o più persone sono assieme riunite, ivi io, Gesù, sarò là con loro" ).
Ma lo scopo di quest'articolo non è quello di valorizzare questa o quella comunità di credenti,viene, da me, steso per fare il raffronto tra manifestazioni pasquali diverse nel modo di approcciarsi ad un popolo desideroso di tradizioni di fede. Mi riferisco a quanto fatto dai "Mattanza", Mimmo Martino e la sua Band, giorno 4 aprile ultimo scorso nei locali della chiesa Degli Ottimati in Reggio Calabria. Voglio dire che il suo spettacolo, se tale si può definire, è stato, a mio modo di vedere, una grande evangelizzazione di massa senza smanceria alcuna, senza la presenza, alla stessa, di grandi sacerdoti e vescovi taumaturghi che imponessero le mani sopra la testa di schiavi attenti a recitare la parte di credenti. C'è un passo nella Bibbia, nuovo testamento, lettera agli Ebrei, che afferma che l'unico sommo sacerdote è Cristo Gesù e, chiunque lo predichi attraverso il suo Evangelo (La Buona Notizia), è, a sua volta, sacerdote. Ritengo che Mimmo e tutto il gruppo, abbiano predicato in maniera informale e con animo puro. Hanno fatto risaltare delle verità come fa uno scultore a far emergere le vene dal corpo di una statua, esattamente come Michelangelo nel fare il suo Mosé, tanto che, si dice, per cotanta perfezione, diede una martellata, ancora evidente, sul ginocchio del corpo perfetto da lui creato e si espresse così dicendo : " perché non parli ? ". Mimmo, Marika e tutti gli altri musici provetti ci hanno parlato, ci hanno dato un messaggio meraviglioso : un Cristo garzone di bottega e una Maria povera contadina, appartenenti al mondo di un proletariato soccombente davanti allo strapotere e all'odio dei ricchi. Ci hanno riempito lo spirito col loro messaggio di umanità, con la ricchezza espressiva di chi ama e tende a far esaltare l'amore, che sia per il figlio, che sia per la madre, che sia per i fratelli, che sia per chiunque e per chiunque sia il nostro prossimo.
Desidero far conoscere il cap.13 della Prima lettera ai Corinzi di Paolo Apostolo, ma solo per indicare quale sia il valore dell'amore che ci hanno dato :
" Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente. L'amore è paziente, è benevolo, l'amore non invidia, l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità. Soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza verrà abolita poiché noi conosciamo in parte e in parte profetizziamo, ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte, ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.
Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore, ma...la più grande di esse è l'amore ".
Questa, dunque, è la differenza che prende la distanza dalla manifestazione papale della Via Crucis romana, sotto i fari della mondovisione che segue nelle 14 stazioni una lettrice speciale, Barbara De Rossi, ch'è impegnata a sponsorizzare se stessa come attrice e fare del gossip ad una chiesa ricca e opulenta, intenta, sapientemente, a sfoggiare una facciata che, per nulla, convince persone intelligenti e sottomette con questi atti fantastici individui che desiderano ottenere largo strofinio con un potere che da millenni strozza la libertà individuale e collettiva emarginando la donna e persone sessualmente diverse.
Anticamente, infatti, durante la Festa degli Azzimi, il lievito simboleggiava la liberazione d’Israele dalla schiavitù fisica, dopo che i figli d’israele avevano osservato la Pasqua, accettando di cospargere del sangue di un agnello, senza difetto, sugli stipiti delle loro porte di casa. La "settimana dei Pani Azzimi" fu chiamata anche "festa della Pasqua" a seguito della liberazione che Dio, l'Eterno, aveva operato nel Suo popolo mediante il sacrificio di sangue; al sacrificio e grido di dolore, segue la festa di liberazione.
Ma, dopo questo preambolo, parliano, un pò, della Pasqua che si usa fare nella nostra Italia, nazione " Cristiana " per eccellenza o pseudo tale. Proprio ieri sera un popolo intero, romani e non, magari cattolici venuti da ogni parte della terra abitata, ha partecipato alla Via Crucis organizzata dal Papa e dai suoi "collaboratori" nella zona del Colosseo e nel suo interno, luogo ove una " quantità di Cesari imperatori ", quasi duemila anni orsono sacrificarono i primi veri cristiani, convertiti con le predicazioni di Paolo Apostolo colà prigioniero per essere giudicato come fervente cristiano e proveniente, pellegrino, dopo aver toccato altri porti, anche da Reggio Calabria. Dunque la principale commemorazione, quella di Roma intendo è stata effettuala, come daltronde ogni anno avviene, dalla chiesa cattolica con sfoggio di eleganti porporati inanellati e inghirlandati con oro e argento che lo stesso Papa indossa mentre predica umiltà ad un popolo che, attualmente, soffre ed è tartassato, a cui manca il primo necessario : il cibo. " Questo è il mio pane mangiatene tutti...questo è il calice del mio sangue bevetene tutti...fate questo in memoria di me" - sono queste le parole che accompagnano l'ultima cena di Gesù, la Comunione, per i cattolici, e la Santa Cena, per gli evangelici protestanti. Vi domanderete...dove stà la differenza ? La ricchezza è una delle differenze. L'asse gerarchico cattolico vive nell'opulenza, ha un proprio Stato Vaticano, è radicato sul territorio di altri stati, ha una propria banca, lo IOR, sorpreso spesso in dubbie vicende, tra i suoi sacerdoti alcuni brutalizzano bambini, non pagano le tasse sui territori in cui operano e "predicano" l'amore di Cristo e di tantissime Madonne anche ai popoli affamati del terzo mondo col sistema di farsi invitare da quegli Stati per non accollarsi le spese di viaggio e di preparazione all'avvenimento. Nelle chiese evangeliche protestanti tutto ciò non avviene, non hanno soldi per sostenere le spese pastoriali e le spese di gestione delle proprie chiese( le comunità dei frequentanti pagano di tasca propria le conduzione dei locali di culto e le relative spese pastorali), predicano solo Cristo e il suo Evangelo o Buona Notizia, all'interno delle loro mura comunitarie non hanno immagini, ne statue, ne quadri pregiati perchè proibiti da un comandamento che i cattolici nascondono, le commemorazioni pasquali vengono fatte in maniera soft all'interno dei locali di culto ( vi sarete accorti che nel mondo evangelico si parla di locale di culto e non di chiesa. Con parola chiesa s'intende la comunità dei credenti :" Dove due o più persone sono assieme riunite, ivi io, Gesù, sarò là con loro" ).
Ma lo scopo di quest'articolo non è quello di valorizzare questa o quella comunità di credenti,viene, da me, steso per fare il raffronto tra manifestazioni pasquali diverse nel modo di approcciarsi ad un popolo desideroso di tradizioni di fede. Mi riferisco a quanto fatto dai "Mattanza", Mimmo Martino e la sua Band, giorno 4 aprile ultimo scorso nei locali della chiesa Degli Ottimati in Reggio Calabria. Voglio dire che il suo spettacolo, se tale si può definire, è stato, a mio modo di vedere, una grande evangelizzazione di massa senza smanceria alcuna, senza la presenza, alla stessa, di grandi sacerdoti e vescovi taumaturghi che imponessero le mani sopra la testa di schiavi attenti a recitare la parte di credenti. C'è un passo nella Bibbia, nuovo testamento, lettera agli Ebrei, che afferma che l'unico sommo sacerdote è Cristo Gesù e, chiunque lo predichi attraverso il suo Evangelo (La Buona Notizia), è, a sua volta, sacerdote. Ritengo che Mimmo e tutto il gruppo, abbiano predicato in maniera informale e con animo puro. Hanno fatto risaltare delle verità come fa uno scultore a far emergere le vene dal corpo di una statua, esattamente come Michelangelo nel fare il suo Mosé, tanto che, si dice, per cotanta perfezione, diede una martellata, ancora evidente, sul ginocchio del corpo perfetto da lui creato e si espresse così dicendo : " perché non parli ? ". Mimmo, Marika e tutti gli altri musici provetti ci hanno parlato, ci hanno dato un messaggio meraviglioso : un Cristo garzone di bottega e una Maria povera contadina, appartenenti al mondo di un proletariato soccombente davanti allo strapotere e all'odio dei ricchi. Ci hanno riempito lo spirito col loro messaggio di umanità, con la ricchezza espressiva di chi ama e tende a far esaltare l'amore, che sia per il figlio, che sia per la madre, che sia per i fratelli, che sia per chiunque e per chiunque sia il nostro prossimo.
Desidero far conoscere il cap.13 della Prima lettera ai Corinzi di Paolo Apostolo, ma solo per indicare quale sia il valore dell'amore che ci hanno dato :
" Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante o uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla. Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri, se dessi il mio corpo a essere arso, e non avessi amore, non mi gioverebbe a niente. L'amore è paziente, è benevolo, l'amore non invidia, l'amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s'inasprisce, non addebita il male, non gode dell'ingiustizia, ma gioisce con la verità. Soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. L'amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite, le lingue cesseranno e la conoscenza verrà abolita poiché noi conosciamo in parte e in parte profetizziamo, ma quando la perfezione sarà venuta, quello che è solo in parte, sarà abolito. Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino, ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro, ma allora vedremo faccia a faccia. Ora conosco in parte, ma allora conoscerò pienamente, come anche sono stato perfettamente conosciuto.
Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore, ma...la più grande di esse è l'amore ".
Questa, dunque, è la differenza che prende la distanza dalla manifestazione papale della Via Crucis romana, sotto i fari della mondovisione che segue nelle 14 stazioni una lettrice speciale, Barbara De Rossi, ch'è impegnata a sponsorizzare se stessa come attrice e fare del gossip ad una chiesa ricca e opulenta, intenta, sapientemente, a sfoggiare una facciata che, per nulla, convince persone intelligenti e sottomette con questi atti fantastici individui che desiderano ottenere largo strofinio con un potere che da millenni strozza la libertà individuale e collettiva emarginando la donna e persone sessualmente diverse.
martedì 10 gennaio 2012
UNA ROTONDA SUL MARE

UNA ROTONDA SUL MARE
Davanti ad un vecchio album fotofrafico mi sfiorano i ricordi e, improvvisamente, scorrono innanzi ai miei occhi le dolci visioni estive della Reggio "Bella e Gentile". Mi appare la "Dea" stagione e il lido Comunale che si riempiva di tutti quei reggini che amavano il mare e, contemporaneamente, ne facevano dono ad amici e parenti che abitavano lontano e rientravano per le rituali ferie marine. Si, ne facevano dono assoluto portandolesi nel cuore pulsante di quella città, quel fiore all'occhiello che, ancora oggi, i viventi, ricordano : IL LIDO COMUNALE "AMMIRAGLIO GENOESE ZERBI" ('U lidu c'a rutunda).
" Questo mare è pieno di voci e questo cielo è pieno di visioni. Ululano ancora le Nereidi obliate in questo mare, e in questo cielo spesso ondeggiano pensili le città morte.
Questo è un luogo sacro, dove le onde greche vengono a cercare le latine; e qui si fondono formando nella serenità del mattino un immenso bagno di purissimi metalli scintillanti nel liquefarsi, e qui si adagiano rendendo, tra i vapori della sera, imagine di grandi porpore cangianti di tutte le sfumature delle conchiglie. È un luogo sacro questo. Tra Scilla e Messina, in fondo al mare, sotto il cobalto azzurrissimo, sotto i metalli scintillanti dell’aurora, sotto le porpore iridescenti dell’occaso, è appiattata, dicono, la morte; non quella, per dir così, che coglie dalle piante umane ora il fiore ora il frutto, lasciando i rami liberi di fiorire ancora e di fruttare; ma quella che secca le piante stesse; non quella che pota, ma quella che sradica; non quella che lascia dietro sè lacrime, ma quella cui segue l’oblio. Tale potenza nascosta donde s’irradia la rovina e lo stritolio, ha annullato qui tanta storia, tanta bellezza, tanta grandezza. Ma ne è rimasta come l’orma nel cielo, come l’eco nel mare. Qui dove è quasi distrutta la storia, resta la poesia ". (Giovanni Pascoli 1914 Pensieri e Discorsi)
Quella baia, la Rada Giunchi, al calar del sole, si animava delle stesse persone che avevano appeso il loro costume da bagno nell'elegante baracchetta di legno, vestiti di straordinaria eleganza e con gli usuali abiti da sera. Ch'era bello quel luogo ! Cominciava la vita notturna tra musica, allegria, spensieratezza, amori, delusioni, discussioni e tutto filava liscio sotto l'occhio vigile del direttore del locale, Mimì Fortugno. Il bar Ferrara, la pizzeria, il teatro "Giardino Lido", le tante attrazioni serali organizzate dagli, allora manager, Enzo Notaro e Peppe Lammendola, Miss Calabria, Miss sorriso Calabria, sponsor importanti come gli scuter Lambretta e la bella, mitica, Vespa Piaggio, l'orchestra reggina di Muccio Baccellieri e l'indiscusso fotografo che immortalò tutte le serate con la personale sigla "Foto Mavilla".
Cari anni '50, cara Reggio Calabria che, sul tuo mare più bello, ospitavi una strana bellezza, il simbolo del nostro vecchio lido Genoese Zerbi, LA ROTONDA SUL MARE. Di sera, un gioco di luci, neon colorati di azzurro, davano l'effetto spettacolare di una "Fata Morgana" notturna che si specchiava nelle basse acque sottostanti. Noi ragazzi di allora, con i capelli ricci e lisci, unti del necessario olio profumato, eravamo su quella terrazza, durante il giorno per tuffarci in basso. Di notte, sempre da lassù, godevamo delle aggiunte luci delle lampare,che sfilavano sotto le palafitte della piattaforma o al largo di quel nostro greco mare, sino ad incontrare, con lo sguardo, le luci, altrettanto belle, della dirimpettaia Zancle ( nome greco di Messina). E girando lo sguardo verso terra, tutto il lido ed il bel lungomare erano ai nostri piedi,mentre suoni di sax e violini impegnavano i ballerini del dancing, alla destra dell'ingresso. Prima, le belle canzoni di Nilla Pizzi, Natalino Otto, Nuccia Bongiovanni, poi quelle dei Platters, Sinatra, Presley, erano diffuse da spettacoli in diretta organizzati da validi imprenditori musicali. Rhegion(Reggio) e la sua "veranda" furono lo splendore per eccellenza, il fiore all'occhiello di una città che aveva superato il dopoguerra senza tanti traumi. Prima che quest'ultima fosse abbattuta, qualcuno si ricordò di dedicarle una canzone, Fred Bongusto. LA VERANDA fu il luogo dove, per primo, Enrico Pòlito, reggino, (che divenne poi musicista e paroliere di Mina), suonava il suo pianoforte per allietare la gente del bar sottostante (oggi si chiamerebbe pianobar). Perchè questa nostalgia del passato ? Sono i ricordi che arrivano dal cuore, i ricordi della nostra passata gioventù. A tal proposito, mai così più indicative,sono le parole di una romanza, una serenata, il cui autore, Enrico Toselli, ha il rimpianto di un amore passato. Il titolo, appunto, RIMPIANTO, esprime ed esalta le mie sensazioni, nel ricordo di qualcosa che fu e che visse sino a cinquant’anni or sono : la rotonda sul mare !
SERENATA RIMPIANTO
(Enrico Toselli / Alfredo Silvestri)
Come un sogno d'or
scolpito è nel core
Il ricordo ancor' di quell'amor
che non esiste più
Fu la sua vision
qual dolce sorriso
che più lieta fa,
col suo brillar, la nostra gioventù
Ma fu molto breve in me
la dolcezza di quel ben svani
quel bel sogno d'or
lasciando in me il dolor.
Cupo è l'avvenir sempre più tristi
i di la gioventù passata
sarà rimpianto
mi resta sol
sì rimpianto amaro e duol' nel cor!
Oh raggio di sole
Sul mio cammino ahimè non brii li più
Mai più, mai più
giovedì 5 gennaio 2012
CAPODANNO 2012 TRA BAGNARA CALABRA, SANT'ELIA E GLI ULIVI DELLA PIANA

DA BAGNARA CALABRA, SANT ' ELIA, ALLA PIANA DEGLI ULIVI E LE ISOLE EOLIE DA CORONA IL 01/01/2012 . Chiunque può constatare quante bellezze produce la terra di Calabria che qualcuno, molto meschinamente, chiama "Calabria Saudita". Questo affaccio sul mar Tirreno è stato percorso, oggi, da me, Salvatore Marrari e Maria mia moglie. Macchia fotografica al seguito e si parte per fare tutta la litoranea passando da Cannitello e Scilla, luoghi che hanno precedentemente avuto l'attenzione necessaria, per giungere poi a Bagnara Calabra per ispezionare la zona di mare antistante la spiaggia che si trova a ridosso del centro, distendendosi per circa 3 chilometri parallelamente al bel lungomare cittadino sino a quella del quartiere di Marinella, sito più a nord, con la Torre Saracena e il porticciolo dove attraccano le barche per la pesca del pesce spada. Il nostro viaggio prosegue, sempre sulla Statale 18, salendo a Bagnara alta, Pellegrina, Piani della Corona e finalmente sul Sant'Elia(600 m s.l.m) da cui ci si affaccia sugli strapiombi a scrutare l'orizzonte marino sino ad incontrare le Isole Eolie disposte come fossero navi, navi greche su cui navigò Ulisse nella sua odissea pellegrina. L'imbocco dello Stretto di Messina è una strepitosa visione di vera magia...il mare della Fata Morgana. Affamati quanto basta, percorriamo i pochi chilometri che ci separano da Palmi per poi giungere a Gioia Tauro e prendere la deviazione per Taurianova, traiettoria che ci porta al bivio per Rizziconi e dopo qualche Km sostiamo nell'area del ristorante "La Cucciarda"( per chi non lo sapesse, cucciarda è il nome reggino dell'allodola, uccelletto di cacciaggione che veniva cucinato fritto con i peperoni evidentemente e anticamente in questo locale). Antipasto locale con aggiunta di ricottine, primo piatto di pasta di casa, Trocculi ai funghi porcini, grigliata mista di carni varie con salsiccette, contorno di insalata mista, frutta e caffé. Il vero"contorno" e particolare di questo locale e l'ambiente esterno, grecanico, ricco di profumi di zagara e di olio di oliva, per la presenza di alberi secolari di arance e ulivo. Animali da cortile, maiali e qualche asino fanno concerto aiutati dal gracchiare dei rospi nascosti nei canali di scolo che bonificano il territorio. Si ritorna al tramonto e non si può fare a meno di gustare l'aria fine dello Stretto con la dolce visione di colori meravigliosi, mentre l'autoradio ed una pennetta mp3 "masticano" la buona musica degli anni 50' e 60'. E nel rilassamento, dopo una lieta giornata passata tra la pace dei luoghi fotografati, pubblico il relativo video prodotto da me medesimo: tecnico dell'immagine, ideatore e regista delle situazioni. A tutti voi BUONA VISIONE...NON E' VIETATO SOGNARE !
GUARDA IL VIDEO, CLICCA : http://www.youtube.com/watch?v=8H64Q838FUQ
Etichette:
Conoscere Reggio Calabria
Ubicazione:
89011 Bagnara Calabra RC, Italia
giovedì 29 dicembre 2011
2012 : LA FINE DEL MONDO O LA FINE DI UN'ERA ?
LA "FINE DEL MONDO O DI UN'ERA"?
Secondo un'interpretazione popolare l'antica religione dei Maya avrebbe predetto la fine del mondo nel 2012. Ma Gesù Cristo ha chiaramente detto che a nessun essere umano è dato di sapere il giorno e l'ora di quell'evento. Infatti, anche le profezie bibliche predicono una «fine» che davvero sembra velocemente avvicinarsi. Ma la "fine" di cosa esattamente? E soprattutto, perché? Quali risposte ha dato Gesù Cristo a questi interrogativi inquietanti? Conoscerle ne vale la salvezza del genere umano, la tua salvezza...
Circa due millenni fa i discepoli di Gesù Cristo gli posero una domanda che ha affascinato da sempre i popoli:«Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno del tuo ritorno e della fine dell’èta presente?» (Matteo 24:3). Ogni generazione si è posta questi interrogativi.Ci sarà davvero la fine del mondo?
Davanti all’attuale capacità di produrre armi di distruzione di massa, questa domanda è oggi posta anche da politici, educatori e scienziati di tutto il mondo. Essi prevedono che il mondo possa essere distrutto per varie cause, inclusi la guerra nucleare, i disastri ecologici globali, la sovrappopolazione, i terremoti, le epidemie e le collisioni di asteoridi con il nostro pianeta. Essi non cercano di capire se accadrà, ma quando accadrà.
Se l’ Era presente è destinata a concludersi davvero, come finirà? Perché? E quando? Quali risposte ha dato Gesù Cristo riguardo a questi inquietanti interrogativi? Le risposte di Cristo sono così chiare e semplici, che per riuscire a crederle abbiamo tutti bisogno di renderci conto dei rischi potenziali e reali che il mondo sta attraversando.
LA FINE DI UN'ERA NON LA FINE DEL PIANETA
Quando i discepoli di Gesù gli chiesero «della fine del mondo», essi non si riferivano alla fine del pianeta Terra, ma semplicemente all’ Era presente, che ha conosciuto millenni di dominio umano sotto l’invisibile influenza di Satana il diavolo (IGiovanni 5:19).
L’espressione «fine del mondo» è stata tradotta dalle parole greche «aion kosmos», che indicano il mondo ordinato intorno a noi, cioè l’attuale modello di civiltà o dominio geopolitico dell’uomo. Questo è ciò che finirà.
La domanda che i discepoli fecero a Gesù - «Maestro, quale sarà il segno della tua venuta e quando avverranno queste cose?» - rivela che essi capivano non solo che Gesù Cristo dovrà tornare sulla terra ma che, al Suo ritorno, ogni forma di corruzione sarà spazzata via e una nuova Era sorgerà. Questo evento è descritto dall’apostolo Pietro come l’epoca in cui il Cristo restaurerà il Regno di Dio sulla Terra: «Ravvedetevi... affinché Iddio vi mandi il Cristo che v’è stato destinato, cioè Gesù, che il cielo deve tenere accolto fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose» (Atti 3:19-21; 1:11). Il Regno di Dio deve ancora essere instaurato sulla Terra, come Gesù stesso ci ha insegnato ad invocare nella preghiera-modello diretta al Padre nostro (Matteo 6:9-13).
Questa transizione, dal dominio dell’uomo, che è in realtà l’occulto dominio di Satana, al dominio divino di Cristo sulla Terra, è al centro dei messaggi degli antichi profeti biblici come pure del Vangelo di Gesù Cristo. Le profezie bibliche affermano che le varie civiltà e sistemi sociali dell’ Era presente - di questo mondo - giungeranno alla loro fine in modo drammatico e saranno soppiantati dalla civiltà di Gesù Cristo, che darà vita ad un nuovo mondo, una nuova civiltà, quella di Dio. Nel solo Nuovo Testamento, più di 300 brani si riferiscono agli eventi del tempo della fine.
I «SEGNI» DEL TEMPO DELLA FINE
Gesù rispose alla domanda dei Suoi discepoli elencando, a grandi linee, gli eventi che si sarebbero verificati da quel secolo in poi fino alla «generazione» che vedrà il Suo ritorno glorioso sulla Terra. Il primo degli eventi, come indicato in Matteo 24, sarebbe stato l’affermazione di false versioni del Cristianesimo: «Molti verranno sotto il mio nome», disse Gesù, «e ne inganneranno molti» (vv.4-5). Un altro evento si sarebbe aggiunto al primo: «Or voi udirete parlare di guerre e di rumore di guerre... Poiché si leverà nazione contro nazione e regno contro regno», alludendo alle guerre mondiali (vv.6-7). Gesù disse, inoltre, che «ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori»
Tutti questi eventi, o «segni», hanno storicamente caratterizzato quelle nazioni e quei regni che, pur ritenendosi «cristiane», hanno, fin dal primo secolo, perseguitato i più deboli e le minoranze, fatto guerre e compiuto massacri. Ciò spiega il perché la fervente aspettazione del «tempo della fine» sia durata per millenni e oggi, più che mai, se ne parla come qualcosa di imminente : il 2012, ma solo previsioni umane e azzardate. Siatene certi che nessun umano è in grado di stabilire un tempo...e di una cosa siamo sicuri, solo se Dio vorrà, festeggeremo il Natale 2012 e supereremo brillantemente la data del 21 DICEMBRE...
giovedì 22 dicembre 2011
...DICEMBRE...NON TI AUGURO...TI AUGURO IL TEMPO...
..Dicembre..il mese nel quale le persone, tirano fuori tutta la loro ipocrisia, il loro finto buonismo, si ricordano di essere umani, una volta al anno, come se questo bastasse a riscattare l anima.Dicembre è crudele, perche esalta i ricordi che sono legati alla fanciullezza e alla giovinezza. Ed il natale ? Non c'è quel Natale per ciò che dovrebbe significare, ma per ciò che è diventato, UN BUSINESS, nient altro che questo, ed'io non sono piu buono a Natale, lo sono tutto il resto dell'anno. Per queste festività sono più triste, più cinico e più sarcastico che mai...mi viene quasi l'odio per dicembre che accentua il vuoto che alcune persone hanno lasciato ...ma vive il loro ricordo nei pensieri del passato, del presente e del futuro nella speranza, forse remota, che un giorno, se Dio vorrà, li rincontreremo secondo la promessa del Buon Padre : " ...avrete nuovi cieli e nuova terra ! "
NON TI AUGURO
La vita di coloro che dimenticano il passato è estremamente breve e travagliata, trascurano il presente, temono il futuro. Giunti al momento estremo, comprendono tardi di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla. Il tempo è prezioso, ma non nel senso di affaticarsi per la fretta, per il correre odierno. Chi pensa che il tempo è denaro, poi, s'illude di un facile guadagno, ma resta ucciso dallo stress.Quella degli indiani d'America è la grande filosofia della vita che genera vita nell'occuparsi della natura, a cui va dedicato tutto il tempo possibile.
NON TI AUGURO UN DONO QUALSIASI è il titolo di una poesia del popolo Navaho che ci aiuta a riflettere e meditare sul nostro tempo personale e a come lo trascorriamo :
Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare,
non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
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NON TI AUGURO
La vita di coloro che dimenticano il passato è estremamente breve e travagliata, trascurano il presente, temono il futuro. Giunti al momento estremo, comprendono tardi di essere stati occupati tanto tempo senza concludere nulla. Il tempo è prezioso, ma non nel senso di affaticarsi per la fretta, per il correre odierno. Chi pensa che il tempo è denaro, poi, s'illude di un facile guadagno, ma resta ucciso dallo stress.Quella degli indiani d'America è la grande filosofia della vita che genera vita nell'occuparsi della natura, a cui va dedicato tutto il tempo possibile.
NON TI AUGURO UN DONO QUALSIASI è il titolo di una poesia del popolo Navaho che ci aiuta a riflettere e meditare sul nostro tempo personale e a come lo trascorriamo :
Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare,
non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
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